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Teatro - dal testo alla messinscena

a cura di Sara Paolini


Orario: Giovedi dalle 20.00 alle 22.00

Insegnante: Sara Paolini

Info: Sara Paolini, tel. 3479931793 - sarapao72@gmail.com
I CLASSICI: CHE PASSIONE!

I classici sono libri che quanto più si crede di conoscerli per sentito dire, tanto più quando si leggono davvero si trovano nuovi, inaspettati, inediti.
Italo Calvino

Questa è la sensazione che provo quando mi imbatto nella lettura dei testi teatrali classici: sono senza tempo e per questo sempre attuali e si prestano agevolmente ad essere rivisitati cercando punti di contatto con la realtà odierna.

In un corso di teatro il testo rappresenta un punto di partenza, un pretesto per lavorare insieme, condividere e modellare un materiale comune dandogli una forma nuova in cui potersi riconoscere.

Lavoreremo di pari passo sulla voce e sul corpo allenando questi due strumenti ad esprimersi in maniera libera e fluida in un clima di fiducia e serenità. Ci occuperemo di scrittura creativa, costruzione dei personaggi e improvvisazione corale. Verrà dato spazio sia alla fantasia del singolo sia alla forza del gruppo che lavorando insieme diventerà sempre più unito e consapevole. Studieremo l'importanza della “presenza scenica” legata al “qui e ora “che sono la base del lavoro teatrale.

Il testo scelto quest'anno sarà “Il malato immaginario” di Moliere che ci darà la possibilità di indagare tematiche varie: ipocondria , falso amore ed amore autentico, schiettezza fraterna e medicina interessata al guadagno più che alla salute, il tutto riletto in chiave comica ed ironica. Il testo che andremo a mettere in scena sarà il frutto del lavoro di tutti i partecipanti.

In un mondo in cui ad ogni piccolo malanno si risponde con una pillola risolutiva intervenendo tempestivamente sull'effetto senza indagare la causa penso che queste tematiche possano essere spunto per una riflessione sul significato profondo della frase mens sana in corpore sano che ci ricorda l'importanza di considerare la nostra salute tenendo presente l'essere umano nella sua totalità.

“Quando la lasciamo fare, la natura si tira fuori da sola pian piano dal disordine in cui è finita. È la nostra inquietudine, è la nostra impazienza che rovina tutto, e gli uomini muoiono tutti quanti per via dei farmaci e non per via delle malattie.”
Moliere – Il malato immaginario