DANZA CLASSICA
7 Agosto 2019CANTO ARCAICO DEL MEDITERRANEO
17 Agosto 2021Teatro - dal testo alla messinscena
a cura di Sara Paolini
Orario:
Prima lezione di prova/gratuite giovedì 18 settembre
Giovedi dalle 20.00 alle 22.00
Insegnante: Sara Paolini
Info: Sara Paolini, tel. 3479931793 - sarapao72@gmail.com
I CLASSICI: CHE PASSIONE!
I classici sono libri che quanto più si crede di conoscerli per sentito dire, tanto più quando si leggono davvero si trovano nuovi, inaspettati, inediti.
Italo Calvino
Questa è la sensazione che provo quando mi imbatto nella lettura dei testi teatrali classici: sono senza tempo e per questo sempre attuali e si prestano agevolmente ad essere rivisitati cercando punti di contatto con la realtà odierna. In un corso di teatro il testo rappresenta un punto di partenza, un pretesto per lavorare insieme, condividere e modellare un materiale comune dandogli una forma nuova in cui potersi riconoscere.
Lavoreremo di pari passo sulla voce e sul corpo allenando questi due strumenti ad esprimersi in maniera libera e fluida in un clima di fiducia e serenità. Ci occuperemo di scrittura creativa, costruzione dei personaggi e improvvisazione corale. Verrà dato spazio sia alla fantasia del singolo sia alla forza del gruppo che lavorando insieme diventerà sempre più unito e consapevole. Studieremo l'importanza della “presenza scenica” legata al “qui e ora” che sono la base del lavoro teatrale.
In realtà come ogni anno non sono io a sceglere l'opera teatrale che metterò in scena con i miei allievi, ma è il testo stesso a scegliere me o meglio è il testo che mi chiama, che piano piano mi suggerisce le tematiche da sviluppare e approfondire, l'indagine ed il metodo di lavoro. Quest'anno dopo tanto tempo è riaffiorata la mia grande passione per il teatro russo ed il testo che si è fatto avanti è “l'Ispettore generale “ di Gogol che visti i tempi che stiamo vivendo presenta molti aspetti di grande attualità.
“L'Ispettore generale” è un'opera teatrale satirica scritta da Nikolaj Vasil'evic Gogol' nel 1836, è ritenuta uno dei capolavori dello scrittore russo anche se alla sua prima rappresentazione alla presenza dello Zar non fu pienamente compresa suscitando diverse reazioni da parte del pubblico. C'è chi gridò al capolavoro, chi si indignò per la grevità della satira e l'assurdità del soggetto, chi lo trovò una spassosissima farsa e niente più.
In una cittadina qualunque della provincia russa, la notizie della visita di un ispettore generale mette in allarme funzionari e notabili. Bisognerebbe nascondere le magagne della pubblica amministrazione, far credere che tutto funzioni alla perfezione, evitare che vengano a galla inefficienza, disonestà. L'agitazione è tale che un giovane di passaggio, lo squattrinato e bellimbusto Chlestakov, viene scambiato per il misterioso “Ispettore”. Omaggiato da tutti e allettato da offerte di denaro sempre più sfacciate, l'impostore sfrutta più che può la situazione e si dilegua giusto prima che si scopra il malinteso e venga annunciato l'arrivo del vero “Ispettore generale”. L'autore affidandosi al collaudato espediente dello scambio di persona mette alla berlina la corrotta burocrazia che alla fine rimane fregata dai suoi stessi inganni.
Gogol in questo lavoro è magistrale nel rappresentarci le meschinità e le ridicole bassezze morali di determinati tipi umani che mutati tempi e luoghi sono tutt'altro che scomparsi dai ranghi della burocrazia.
Ci sono due aspetti che mi interessa approfondire in questo lavoro: da una parte la dimensione del “grottesco”che emerge dai personaggi nel loro vano, comico e goffo tentativo di apparire quello che non sono per nascondere le proprie miserie umane .
Dall'altro il tema che mi attrae molto è l'interpretazione che Gogol' da della “menzogna”: non è l'uomo ad essere malvagio, è la società che lo rende tale, non è Chlestakov a spacciarsi per ispettore, bensì il mondo intorno a lui ad imporgli quel ruolo.
“Mentire non significa spararle grosse, bensì dire una menzogna con un tono così vicino alla verità, con quella naturalezza e quell'ingenuità con cui si può dire solo la verità: proprio qui sta tutto il comico della menzogna che nel protagonista diventa il migliore e più poetico istante della sua vita, quasi una specie di ispirazione”
In realtà dietro a tutta questa complessa costruzione drammaturgica c'è da parte di Gogol una disperata volontà di indicare con la parola la via verso il “bene” ed il richiamo ad un “ impegno etico profondo”, uso il termine disperato perchè l'autore non si sentì mai compreso dal pubblico del suo tempo e questo rimase un suo grande cruccio.
“Vedere il mondo, l'agitarsi della gente è per così dire, come leggere un libro vivente, come imparare una nuova scienza”
Nikolaj Gogol