Pillole di danza educativa
5 maggio 2019
DANZA TE
Danza/Te – Da che punto di vista?
5 maggio 2019

Danza poetica e movimento consapevole

Seminario condotto da Giorgio Rossi


7 DICEMBRE 2019 dalle 11.00 alle 18.00
8 DICEMBRE 2019 dalle 10.00 alle 17.00


Insegnante: Giorgio Rossi

Giorgio Rossi come direbbe E. Satie‚ “è un mammifero danzante”.
All’età di 4 anni‚ vedendo il clown svizzero Dimitri esibirsi nel surreale tempo della scena‚ ha capito che il teatro era la sua vita.
Deve la sua fortuna artistica all’aver potuto assistere ai lavori di grandi maestri (Kantor, Brook, Bausch, Carlson ….) e‚ con alcuni‚ ha imparato l’arte scenica‚ sia come allievo che come interprete.
Nel 1984‚ è co–fondatore della Sosta Palmizi‚ sigla sotto la quale‚ in 30 anni‚ hanno lavorato oltre 400 danzatori e non, che via via hanno trovato lavoro nelle maggiori compagnie di Teatro Danza Italiane e Europee o hanno fondato propri gruppi e alcuni dei quali oggi, fanno ne parte come Artisti Associati.
Con i suoi spettacoli‚ oltre 30 produzioni, che hanno superato le 1500 repliche, sta girando il mondo‚ grazie all’universalità dell’arte poetica del movimento.

Fa parte di quella specie di esseri in via di estinzione che crede profondamente nell’Arte Poetica del Movimento. Per questo 
si definisce un partigiano dell’immaginazione. La sua danza‚ è fatta di un’energia organica giocosa, auto ironica e commovente, che auspica lo porti sulle scene ancora per molto tempo. In questi anni collabora con artisti di altri campi, come: Andrea Pazienza, Paolo Fresu, Bernardo Bertolucci, Terry Gylliam, Stefano Benni, Paola Turci, Lucia Poli, David Riondino, Paolo Rossi, Banda Osiris, Gabriele Mirabassi, Danilo Rea, Elisabetta Pozzi, Jovanotti, Avion Travel, Francesco Bruni, Renato De Maria, Arnoldo Foa, Gianluigi Trovesi, Michele Rabbia, Marco Baliani, Fabio De Luigi. Tiziana Foschi, Eugenio Allegri, Max Gazzè e tanti altri, oltre a lavorare con persone di ogni età, e comunità terapeutiche e vari gruppi di recupero sociale e nella scuola pubblica. Come i suoi maestri cerca di trasmettere l’esperienza avuta alle persone che lo scelgono come maestro. Partecipa come danzatore alla trasmissione VIENI VIA CON ME di Roberto Saviano e Fabio Fazio. Nel 2012 crea Cielo di Marzo per 15 ballerini dell’Opera di Roma; nel 2013 cura tutti i movimenti della Carmen di Bizet con L’ Orchestra di piazza Vittorio, nel 2014 coordina 320 giovani per il Carnevale di Putignano. Nel 2014 lavora con 12 danza-attori artisti associati della Sosta Palmizi per lo spettacolo Sulla felicità e realizza una coreografia per 22 danzatori all’Accademia Nazionale di Danza. Da Dove Nascono le Stelle è il titolo della creazione 2015 di Giorgio Rossi con Simone Sandroni.
Nello stesso anno presenta il suo nuovo solo Lasciati amare. Nell’autunno 2015 Giorgio Rossi è stato protagonista di episodi di condivisione creativa con alcuni coreografi. In novembre è andato in scena 220 Volt… e non sentirli con la partecipazione in veste di coreografi e interpreti di Alessandro Certini, Charlotte Zebey, Julyen Hamilton e Raffaella Giordano. Altra occasione di incontro è stato lo spettacolo 6QUI presentato all’interno della rassegna Invito di Sosta. per il trentennale della Compagnia Sosta Palmizi con tutti i fondatori del collettivo storico. Nel 2016 Rossi è in creazione per uno nuovo spettacolo dal titolo Con il naso all’insù per bambini con interpreti e coautori Elisa Canessa, Federico Dimitri e Francesco Manenti.

Info: iscrizionictr@gmail.com

Costo: 120 euro per iscrizioni entro il 24 novembre, 150 euro per chi si iscrive dopo il 24 novembre.
Possibilità di alloggio a costo agevolato se ci si iscrive con largo anticipo.


Per iscriversi:

1) Effettuare bonifico dell’importo del seminario, specificando nella causale “seminario Giorgio Rossi”

Dati bancari:
BANCA PROSSIMA
C.T.R.F. CENTRO TEATRALE DI RICERCA E FORMAZIONE
IBAN IT80 O 033 5901 6001 0000 0152 897
BIC BCITITMX

2) IMPORTANTE: Dopo aver effettuato il versamento mandare una mail a iscrizionictr@gmail.com specificando in oggetto “iscrizione a seminario Giorgio Rossi” e nel testo della mail nome, cognome, numero di telefono e data del versamento.
Il versamento è obbligatorio per partecipare al seminario.
In caso di ritiro la quota non verrà restituita, a meno che non sia a più di 30 gg dalla data di inizio seminario.

DESCRIZIONE
Attraverso questo seminario si intende accostare lo studio dell’ironia a quello del movimento per dare la possibilità di ampliare gli orizzonti, cercando un contesto più completo dove la danza il gesto la parola e il gioco possano rimanere liberi e uniti armonicamente alle emozioni, ai sentimenti e alle esperienze di ciascuno. Sia reali che immaginate.
Verrà esplorata l’espressione corporea, il movimento creativo quale riscoperta del movimento e della sua energia anche più primordiale, in relazione non tanto e solo allo sviluppo di competenza fisiche ma: come possibilità di un ampliamento delle proprie esperienze fisiche non solo come semplici attività motorie ma anche di ascolto, di riscoperta e di serena accettazione di un corpo dimenticato, tuttavia reale; come esperienza poetica in cui proprio il corpo riscoperto possa fungere da espressione delle proprie emozioni ed energie interiori aiutando la crescita di un “linguaggio delle emozioni” anche malgrado se’ e nuova modalità di comunicazione con gli altri; come esperienza che permette di accrescere la narrazione del corpo al fine di tentare di avvicinarsi alla conoscenza del se’ e relazionarsi con l’altro, gli altri.
Per aiutare il partecipante a seguire questo laboratorio di Teatro poetico del movimento, dove l’ironia del gesto è l’obbiettivo principale è importante avere una visione autonoma del movimento e della scrittura nello spazio ,indipendentemente dal tipo di teatro o di danza che si pratica. Compito del conduttore sarà aiutare la capacità di riconoscere il proprio modo di agire e di relazionarsi con gli altri, questo malgrado se stessi e le tendenziali abitudini di apprendimento.
Nel seminario vorremmo provare ad affinare ciò che Carolyn Carlson la grande coreografa e creatrice di spettacoli evocativi chiamava: la capacità di ascoltare ciò che sta lontano, lontano nella memoria (intesa come corpo che malgrado se, ricorda e agisce sempre attraverso il proprio sentire, in ascolto e attenzione sensuale).
In un qualche modo vorremmo lasciare uscire le proprie origini sia cultuali, che educative e della propria storia in tutti i sensi e livelli, aprendo il campo della riconoscenza del se nelle azioni teatrali e danzanti, diventando testimoni del proprio divenire nel tempo scenico e azione fisica nello spazio.