
VIVAIO
4 Agosto 2025
Foto di Luca Giabardo
Cosa: un viaggio nelle pratiche di improvvisazione che attraversano danza, teatro, movimento e ricerca vocale, fino alla composizione istantanea.
Per chi: per chi desidera conoscere le pratiche di ricerca del C.T.R. e per performer interessati alla creazione individuale e collettiva.
Dove: al C.T.R. Centro Teatrale di Ricerca, Giudecca 621, Venezia, dove questa ricerca trova una forma particolare nel progetto STORMO.
Che cosa succede quando smettiamo di sapere in anticipo che cosa accadrà?
Un movimento può nascere da un cambiamento del peso. Un suono può trasformarsi in una melodia. Un gesto può suggerire una scena, una distanza può diventare una relazione, una pausa può cambiare il ritmo di un gruppo.
È da queste possibilità che prende forma l’improvvisazione: una pratica di ascolto, esplorazione e creazione che attraversa diversi linguaggi delle arti performative.
Al C.T.R. Centro Teatrale di Ricerca di Venezia, l’improvvisazione è presente in diversi percorsi di danza, teatro, movimento e voce e assume forme differenti a seconda degli strumenti utilizzati, ma conserva una domanda comune: come possiamo generare qualcosa di nuovo a partire da ciò che percepiamo nel qui ed ora?
Improvvisare non significa fare a caso
Nel linguaggio quotidiano, improvvisare può significare arrangiarsi, trovare una soluzione inaspettata, fare qualcosa senza averla preparata.
Nelle arti performative, invece, l’improvvisazione può diventare una pratica precisa, sostenuta da tecniche, esercizi, vincoli e strumenti di composizione.
Per improvvisare occorre sviluppare attenzione: ascoltare il proprio corpo, riconoscere un impulso, percepire lo spazio, accorgersi della presenza degli altri, cogliere le possibilità offerte da un suono o da un ritmo. E poi decidere che cosa farne.
La libertà dell’improvvisazione non coincide con l’assenza di regole, ma con la possibilità di scegliere all’interno di ciò che accade.
Per questo l’improvvisazione richiede un allenamento. Non tanto per imparare a produrre continuamente qualcosa, quanto per diventare più disponibili a riconoscere ciò che emerge e a rispondervi.
Il corpo come strumento di ricerca
Nel movimento, l’improvvisazione comincia spesso da un’attenzione concreta: il peso, il respiro, gli appoggi, l’equilibrio, la relazione con il pavimento e con lo spazio, la voce, il suono.
Sono domande che possono attraversare pratiche diverse, dalla danza contemporanea alla Contact Improvisation, dal teatro fisico ai laboratori di composizione istantanea.
Nel corso di danza contemporanea del C.T.R., il lavoro sul movimento si intreccia con la consapevolezza del corpo, del peso, dell’equilibrio e delle relazioni tra stato interno e azione scenica.
Nella Contact Improvisation, l’ascolto passa anche attraverso il contatto, il trasferimento del peso e il dialogo fisico con un’altra persona.
Nel teatro fisico, il corpo e la voce diventano strumenti per esplorare possibilità espressive e generare materiale scenico.
Nel percorso di Impro Lab, l’attenzione si sposta sulla composizione istantanea: il rapporto tra corpo, spazio, tempo, musica e gruppo diventa materia per costruire una drammaturgia che nasce nel momento stesso in cui viene agita.
L’improvvisazione compare in diversi di questi percorsi, con funzioni e modalità differenti. In alcuni è al centro della ricerca; in altri è uno degli strumenti che consentono di approfondire l’ascolto, sviluppare possibilità espressive o generare materiale creativo come nel training dell’attore di Acting.
Nel percorso In Canto Ludens, la ricerca vocale e fisica parte anche da filastrocche, ninne nanne e canti per bambini. Questi materiali vengono esplorati e trasformati attraverso variazioni ritmiche, sovrapposizioni sonore, gesti e movimento essenziale.
Cambiano le tecniche e le modalità di lavoro, ma resta centrale la possibilità di sviluppare un corpo percettivo e creativo: un corpo capace non soltanto di eseguire un movimento, ma anche di ascoltarlo, modificarlo e metterlo in relazione con ciò che lo circonda.
Dall’impulso alla composizione istantanea
Quando più elementi entrano in relazione, l’improvvisazione può trasformarsi in composizione.
Un performer si muove nello spazio. Un’altra persona raccoglie un dettaglio di quel movimento e lo modifica. Una terza introduce una pausa. Un suono cambia la qualità del gesto. Il gruppo riconosce una possibilità, la sviluppa oppure decide di lasciarla andare.
Poco alla volta, si genera una struttura. Questa è una delle caratteristiche della composizione istantanea: la possibilità di costruire una forma mentre la si attraversa. Non significa rinunciare alla struttura. Significa imparare a riconoscere le strutture che emergono, prendere decisioni e trovare un equilibrio tra intenzione individuale e ascolto collettivo.
L’improvvisazione diventa così un modo per comporre nel presente: non una semplice successione di idee spontanee, ma un processo nel quale ogni scelta modifica le possibilità successive.
STORMO: l’ambizione di una visione

Questa ricerca trova una forma particolare in STORMO, gruppo di danza d’improvvisazione coordinato da Carla Marazzato e nato all’interno del progetto IMPRO-VE del C.T.R. Centro Teatrale di Ricerca, che da quest’anno trova riconoscimento anche da un finanziamento della Fondazione di Venezia.
Come suggerisce il nome, il gruppo guarda alle dinamiche di uno stormo di uccelli o di un banco di pesci: un insieme in cui ogni individuo mantiene la propria autonomia, ma il movimento di ciascuno influenza quello degli altri.
Il lavoro di STORMO mette in dialogo danza contemporanea, teatro fisico, danza butoh, Contact Improvisation e pratiche vocali, costruendo progressivamente un vocabolario comune attraverso il training e la ricerca condivisa.
L’obiettivo non è ottenere una sincronizzazione meccanica, nella quale tutti fanno la stessa cosa, ma allenare un’intelligenza collettiva capace di generare forme senza fissarle in anticipo.
STORMO mostra come l’improvvisazione possa diventare non soltanto una pratica di formazione, ma anche una ricerca artistica continuativa e un percorso verso la costruzione di un ensemble.
A partire da questa ricerca, il C.T.R. apre una nuova possibilità di partecipazione a STORMO, per andare verso la formalizzazione di una compagnia stabile a Venezia di pratiche di improvvisazione.
La call di STORMO 2026-2027
Cerchiamo quattro performer under 35 interessati alla danza d’improvvisazione e alle arti performative, disponibili a intraprendere un percorso continuativo di training, ricerca e composizione collettiva.
Da novembre 2026 a giugno 2027, le persone selezionate potranno partecipare gratuitamente a 66 ore di formazione, training e ricerca artistica, con incontri mensili e occasioni di performance aperte al pubblico.
Il percorso è pensato per chi desidera approfondire le proprie capacità di ascolto e composizione, sviluppare un linguaggio performativo condiviso e contribuire alla crescita di un ensemble.
Non cerchiamo necessariamente un linguaggio già definito, ma curiosità, autonomia, apertura alla sperimentazione e disponibilità a partecipare attivamente a un processo creativo comune.
Candidature entro lunedì 2 novembre 2026, con il modulo di candidatura.
Audizione in presenza: sabato 7 novembre 2026, dalle 10.00 alle 16.00, al C.T.R. Centro Teatrale di Ricerca, Giudecca 621, Venezia.
Il calendario degli incontri
- sabato 7 novembre 2026, 10.00-16.00: selezione dei nuovi membri e pratiche
- 28-29 novembre: workshop con Ishmael Houston-Jones
- sabato 12 dicembre, 10.00-16.00: pratiche
- sabato 23 gennaio 2027, dalle 15.00: STORMO aperto al pubblico
- 19-20 febbraio: workshop con Paul Oertel e Nancy Spanier
- sabato 27 febbraio, dalle 15.00: STORMO aperto al pubblico
- 19-21 marzo: workshop con João Fiadeiro
- sabato 20 marzo, dalle 17.00: STORMO aperto al pubblico
- sabato 17 aprile, dalle 15.00: STORMO aperto al pubblico
- 23-25 aprile: workshop con Roberta Ferrara
- 1-2 maggio: workshop con Filio Louvari
- sabato 22 maggio, dalle 15.00: STORMO aperto al pubblico
- sabato 19 giugno, dalle 15.00: STORMO aperto al pubblico (da confermare)
Domande frequenti
Improvvisare vuol dire fare a caso?
No: nelle arti performative l’improvvisazione si allena con tecniche, esercizi, vincoli e strumenti di composizione.
Che cos’è la composizione istantanea?
È costruire una forma mentre la si attraversa: il gruppo riconosce le strutture che emergono e decide insieme come svilupparle.
Dove si pratica l’improvvisazione al C.T.R.?
Nei percorsi di Impro Lab, Contact Improvisation, danza contemporanea, teatro fisico, Acting e In Canto Ludens, alla Giudecca 621, Venezia.
Di Beatrice Di Fonzo, C.T.R. Centro Teatrale di Ricerca, Giudecca 621, Venezia.
